
Ieri passeggiavo per viale Colombo e con gli occhi della mente sono tornato indietro a qualche anno fa: quando, ( bontà mia ) decisamente ragazzino, scorrazzavo in mezzo al traffico cittadino con la mia Graziella rossa.
Altri tempi, sicuramente.
Ma non è di questo che mi interessa parlare oggi. Voglio soltanto ripensare a come era incancrenita Piazza Santa Maria soltanto fino a pochi anni fa, e come invece oggi possa respirare, restituita al suo naturale ruolo di svincolo pedonale urbano.

Ecco io credo che la chiave di volta sia proprio quella di ripensare gli spazi urbani rendendoli fruibili a noi cittadini: pedoni, ciclisti, anziani, donne e bambini. Sono assolutamente convinto che il piano di riqualificazione del nostro Poetto sia un intervento che lascerà il segno nella memoria collettiva, un po' come è avvenuto con i casotti per i cagliaritani.
Ecco cosa diventerà: un luogo uniforme nei colori e nei materiali, pensato a misura di di tutti, nel rispetto dell'ecosistema ambientale. Un luogo insomma dove riscoprire il piacere di avere una città sospesa tra il cielo e il mare.







