In questi giorni ho approfittato dei voli low cost e ho rivisto Barcellona, ma non è di questo che vorrei parlare in questo post. Sarà che dopo i mesi passati al lavoro sul piano strategico, la mia deformazione professionale mi spinge a vedere potenzialità ovunque, e così ho passato questi ultimi cinque giorni a prendere appunti, a rivedere con gli occhi della mente quello che Quartu Sant’Elena è a oggi e quello che diventerà da qui a venti anni. E’ un bel gioco, vi consiglio a tutti di provare a farlo: stimola la fantasia e accresce l’ottimismo. Il filo conduttore è stata l’acqua ( e trovandomi a Barcellona non poteva essere altrimenti! ): il luogo da dove sono partito e il luogo dove sono tornato. Ecco quello che vedremo nella nostra città sarà prima di tutto un sistema nuovo di viabilità, tra il quartiere di Is Arenas e Via Fiume, che farà da connettore tra il Poetto e il Parco di Molentargius e le Saline. Oggi di parla di demolizione dei chioschetti e di mancanza di servizi, tutte cose giustissime, ma perché limitarsi solo ad una parte del litorale quando abbiamo un intero ecosistema da tutelare e valorizzare? Un ecosistema all’interno del quale ripensare gli spazi di aggregazione e ricreazione, in un ottica di compatibilità ambientale e garanzia delle professionalità ormai quasi ventennali. Quello che manca sono gli interventi a medio e lungo termine, perché se è giusto intervenire nell’immediato, con questo sistema si rischia di ritrovarci fra cinque dieci anni con gli stessi intatti problemi di un litorale che finisce per divorare se stesso.
La potenzialità di questo nostro progetto è proprio quella di riuscire a diversificare, offrendo percorsi a chi magari ama la natura lacustre e suggestiva e a chi invece preferisce ascoltarsi un gruppo reggae sorseggiando una birra. Penso che sarà bello vedere le giovani coppie quartesi con i turisti tedeschi passeggiare fianco a fianco dei fenicotteri rosa.
martedì 27 aprile 2010
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